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NUOVE – molto iniziali – prospettive per la terapia nella NAFLD

La NAFLD (Malattia da Fegato Grasso Non Alcolica) e NASH (SteatoEpatite Non Alcolica),
che rappresenta la forma evolutiva verso la Cirrosi e il Carcinoma del Fegato stanno diventando le
indicazioni più frequenti al trapianto di fegato.
NAFLD e NASH beneficiano della restrizione calorica e dell’attività fisica, ma solo il 10% dei
pazienti riesce ad ottenere una stabile riduzione del 10% del peso adeguata a impedire
l’evoluzione della malattia.

NON esistono ad oggi farmaci specifici per la NASH e quelli in sperimentazione – a parte gli agonisti del GLP1…Liraglutide, Semaglutide, etc , che verosimilmente agiscono proprio attraverso il calo ponderale – hanno dato risultati limitati.
Esiste, nondimeno, una estrema variabilità interindividuale nel rischio di progressione di
malattia. Comprendere le basi genetiche di questa variabilità può condurre alla sviluppo di nuovi e
mirati sviluppi terapeutici (Medicina di precisione).
Una recente analisi genetica ha individuato una associazione fra una variante che determina perdita di funzione del gene HSD17B13 e la protezione dalle malattie di fegato (Abul-Hussn NS et al . N Engl J Med 2018;379:1096-106), dando adito alla sintesi a scopo terapeutico di RNA (si RNA) – attualmente in sperimentazioni clinica – capaci di far perdere la funzione al gene selvaggio.
Lo studio di Verweij – che ha sequenziato il DNA di oltre 500.000 soggetti – ha consentito di
identificare nelle varianti che determinano perdita di funzione del gene CIDEB (il gene che codifica
per una proteina coinvolta nella formazione di grosse vescicole di grasso a livello epatico) un elemento protettivo nei confronti della progressione della malattia di fegato e un potenziale candidato a un approccio di terapia genica (Verweij N et al . N Engl J Med 202; 387:322-344).
E’ indubbio che SIAMO SOLO AGLI INIZI, e in questo contesto è molto improbabile che il
silenziamento di un gene possa impedire da solo progressione della NASH, ma… UN ALTRO
PASSO E’ STATO FATTO.

Floriano Rosina

Medici della ricerca:

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