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Via Fratelli Carle, 33 – Torino

Dott.

Floriano Rosina

Il mio curriculum è la storia di un uomo, che è stato fortunato e che spera di continuare ad esserlo. Sono nato a Torino il 24 agosto 1954 in una traversa di via San Secondo alla clinica Salus, che oggi non esiste più, da genitori astigiani, trasferitisi a Torino nel secondo dopoguerra. Mio padre commerciante in formaggi, mia madre casalinga. A mio padre devo l’avermi trasmesso un discreto senso pratico, a mia madre – oltre a molto altro – l’avermi fatto frequentare le scuole migliori di Torino – San Giovannino prima, Valsalice poi – e l’avermi insegnato che “E’ meglio rischiare di fare brutta figura con quelli più bravi di te che fare bella figura con quelli meno bravi” Al termine del Liceo Scientifico mi sono ritrovato a dover scegliere una facoltà e confesso che non avevo le idee molto chiare. Comunque – siccome ai tempi delle medie il mio professore di scienze aveva detto che ero portato per l’area scientifica e per la biologia in particolare – alle fine scelsi la facoltà di Medicina. Non avendo esperienze di medici in famiglia, la mia scelta è stata un po’ occasionale e confesso che – almeno per i primi sei anni (quelli che avrei dovuto impiegare per terminare il mio cursus studiorum) – le mie prestazioni non furono brillanti con una media di un esame all’anno. A quel punto capii – o mi fecero capire – che era meglio darsi una mossa ed ebbi la fortuna di incontrare il mio allora amico, ora amico e collega Alberto Tricerri. Lo studio in società – dopo aver lasciato una promettente carriera di comparsa al Teatro Regio – divenne sempre più coinvolgente e ci consentì di terminare a distanza di due anni. E neanche male perché nel tardo pomeriggio del 13 novembre 1981 mi laureavo con 110/110 lode. Nel frattempo – pur non vedendomi proiettato come medico ospedaliero – per obbligo istituzionale più che per reale vocazione durante gli ultimi due anni di università avevo preso a frequentare l’ospedale – il Maria Vittoria prima, il Mauriziano poi. Colpito dal buon risultato ottenuto alla Laurea, il Prof Cugudda – l’allora Primario della Medicina Interna del Mauriziano – prese a ben volere quel ragazzo – io – che vagava per le corsie della Medicina I e mi ha insegnato parecchie cose. Nel contempo, mio zio Isidoro – classe 1908 storico infermiere delle Molinette – si accorgeva che la sua prostata perdeva colpi. Ai tempi – correva l’anno 1982 – essere operati di prostata significava essere ricoverati una settimana prima e due settimane dopo l’intervento. Queste settimane hanno rappresentato per mio zio Isidoro – ormai in pensione – l’occasione per ricalarsi nel suo mondo e credo che non ci sia stato reparto o laboratorio delle Molinette, che non abbia visitato. Forte di quell’esperienza mi chiamò dicendomi “ A l’ai vist che al Prufesur Verme a l’è trasferise dal Maurisian a le Mulinette, a l’à an bel repart e a l’à anche al laburatori. At piasria nen andè da chiel?”. A me – ancora confuso circa il mio futuro – la Gastroenterologia non dispiaceva, così mio zio Isidoro – dopo un primo appuntamento andato a buca in Ospedale – fissò un colloquio alla Clinica Pinna Pintor e mi presentò al Prof. Giorgio Verme. E quasi senza rendermene conto mi trovai all’interno di quello che era allora il più importante gruppo gastroenterologico in Italia e, senza tema di smentita, uno dei più importanti a livello europeo e mondiale. Del gruppo facevano parte gli allora dottori – oggi Professori Ordinari – Mario Rizzetto e Ferruccio Bonino, entrambi scienziati di fama mondiale. Il Prof. Mario Rizzetto è stato lo scopritore del virus dell’epatite Delta, che gli è valsa la candidatura al premio Nobel per la Medicina e il premio King Feisal – l’equivalente del Nobel dei Paesi Arabi. Il Prof Ferruccio Bonino ha successivamente identificato una variante del virus dell’epatite B, responsabile della maggior parte delle epatiti croniche B nell’area mediterranea. Questi tre personaggi, insieme a zio Isidoro, che mi ha dato l’occasione di conoscerli, sono il fulcro della mia carriera fortunata. Io avuto il privilegio di crescere e formarmi fra colleghi di profilo straordinariamente elevato, dove, se non eri proprio gnugnu o troppo presuntuoso potevi arricchirti in modo formidabile. Il Prof. Giorgio Verme, cui devo la maggior parte dei mei successi professionali, mi ha insegnato la clinica e l’atteggiamento investigativo applicato alla clinica, così come l’organizzazione del lavoro che si riflette in ogni atto della mia pratica quotidiana. Il Prof. Mario Rizzetto mi ha insegnato come si fa ricerca Il Prof. Ferruccio Bonino mi ha trasmesso la sua capacità di intuizione e anch’esso la metodologia della ricerca. Il 3 luglio 1986 terminavo – a pieni voti – la scuola di specialità. Durante gli ultimi sei mesi di scuola di specialità ho avuto il privilegio di frequentare come Visiting Scientisti il Laboratorio del Department of Microbiology – Division of Molecular Virology and Immunology– Georgetown University – Maryland – US diretto dal Prof. John Gerin. Ritengo, peraltro, che l’esperienza di laboratorio sia fondamentale nella formazione di un medico, perché ti insegna ad applicare un ragionamento stretto e successivamente ad esportarlo anche nel contesto clinico dove gli elementi di confusione possono essere molteplici. Ritornato da Washington a metà del 1987 – sono stato uno dei pochi fortunati ricercatori Italiani ad essere richiamato in Italia perché mi era stato assegnato un posto in organico – ho iniziato ufficialmente la mia carriera di gastroenterologo strutturato. Durante il periodo trascorso alle Molinette mi sono occupato prima di Epatite Cronica Delta, quindi di Epatite Cronica C ed assieme ad altri colleghi abbiamo creato un ambulatorio dedicato alle Malattie di Fegato Autoimmuni e Immunomediate come Colangite Biliare Primitiva, Epatite Autoimmune e Colangite Sclerosante Primitiva, cui – grazie all’autorevolezza dei miei padrini – afferivano pazienti da tutta Italia. Sulla scia di questa attività abbiamo iniziato un stretto rapporto di collaborazione con il Prof. Eric Gershwin Direttore del Rheumatoly Department presso la University of California at Davis. Sempre nello stesso periodo ho iniziato una collaborazione in qualità di consulente scientifico presso l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di Castellana Grotte (BA). Il 1997 è stato un anno di grandi cambiamenti, il Dott. Lorenzo Bonardi – allora primario di Gastroenterologia dell’Ospedale Gradenigo di Torino – mi chiede di suggerirgli il nome di collega per organizzare l’area epatologica della sua divisione. Dopo averci pensato non poco, mi sono offerto io e il 1 luglio 1997 mi sono trasferito all’Ospedale Gradenigo come aiuto del Dott. Bonardi. Pur essendo io di estrazione epatologica, all’amico Dott. Lorenzo Bonardi devo veramente molto, perché è stato lui ad insegnarmi – per davvero – l’endoscopia in tutto il suo fascino e la sua complessità. E a lui come a tutti gli altri qui evidenziati, va il mio ringraziamento. Nel 2000 il Dott. Bonardi decide di intraprendere la carriera politica e io lo sostituisco alla Direzione della Divisione di Gastroenterologia. Di lì in avanti ho navigato da solo e sono stati anni ricchi di soddisfazione con Direttori Generali – il Prof. Carlo Manacorda, Suor Maria Laura Lampis, Suor Raffaella Trapani, il Dott. Giuseppe Beccaria, che mi hanno lasciato ampio spazio, dandomi modo di realizzare – accanto alla usuale attività assistenziale – un laboratorio di biologia molecolare in cui abbiamo – nel nostro piccolo – condotto numerosi studi traslazionali. Nel 2005 grandissimo acquisto: con una borsa di studio della Regione Piemonte per la ricerca finalizzata arriva la Sig.ra Sara Ghignone. Con lei è iniziato un sodalizio, che dura ancora oggi e che ci ha consentito di realizzare – oltre a molte altre iniziative – un modello prototipale di Day Service e nel 2013 il Corso della Società Italiana di Gastroenterologia a Torino. Nell’aprile del 2015 si conclude il mio rapporto di lavoro con il Gradenigo. Nella seconda metà del 2015 con Sara Ghignone e mio figlio Andrea acquisisco un poliambulatorio a Torino e diamo il via al Progetto Medical Team. Parlo di Progetto perché il Medical Team non è un semplice Poliambulatorio, ma un luogo di raccolta di Professionalità Mediche selezionate in base a criteri di altissima competenza professionale e specchiata onesta. Nel Medical Team i medici, oltre a lavorare individualmente nel contesto delle loro specialità, lavorano appunto in “team” per la realizzazione di percorsi di prevenzione (Prevenzione Cardio-Circolatoria, Metabolica, Epatologica, Cutanea etc) e alla risoluzione di problemi clinici complessi – Dolore Cronico, Sindrome Metabolica, Endometriosi per citarne alcuni. Il Medical Team ha iniziato la propria attività a dicembre del 2015 e ad oggi – 25 febbraio 2016 – annovera oltre 50 medici. L’augurio che faccio a me stesso ed ai miei collaboratori è che la crescita continui, e che il modello – mantenendo intatte le peculiarità di professionalità ed onesta – possa rappresentare – per i pazienti – un utile strumento per la risoluzione dei loro problemi e – per chi paziente non è – uno strumento per evitare di diventarlo.
Gastroenterologia e Epatologia

Dispepsia
Epatite virale
Tumore dello stomaco
Diarrea
Allergia alimentare
Allergia
Celiachia
Sindrome dell’intestino irritabile
Ernia iatale
Infezione
Dolore
Dolore addominale
Malattia di crohn
Immunodeficienza
Malattia autoimmune
Bulimia
Colon irritabile
Reflusso gastroesofageo (esofagite)
Tumore del pancreas
Gastrite
Varici esofagee
Emorroidi
Tossicodipendenza
Malattie infiammatorie croniche intestinali
Tumore del colon
Tumore del fegato
Morbo di Crohn
Ulcera peptica
Torsione dello stomaco
Diverticoli esofagei
Meteorismo
Diverticolosi
Malattie dell’Apparato Digerente
Epatiti autoimmuni

FORMAZIONE:

Il mio curriculum è la storia di un uomo, che è stato fortunato e che spera di continuare ad esserlo. Sono nato a Torino il 24 agosto 1954 in una traversa di via San Secondo alla clinica Salus, che oggi non esiste più, da genitori astigiani, trasferitisi a Torino nel secondo dopoguerra. Mio padre commerciante in formaggi, mia madre casalinga. A mio padre devo l’avermi trasmesso un discreto senso pratico, a mia madre – oltre a molto altro – l’avermi fatto frequentare le scuole migliori di Torino – San Giovannino prima, Valsalice poi – e l’avermi insegnato che “E’ meglio rischiare di fare brutta figura con quelli più bravi di te che fare bella figura con quelli meno bravi” Al termine del Liceo Scientifico mi sono ritrovato a dover scegliere una facoltà e confesso che non avevo le idee molto chiare. Comunque – siccome ai tempi delle medie il mio professore di scienze aveva detto che ero portato per l’area scientifica e per la biologia in particolare – alle fine scelsi la facoltà di Medicina. Non avendo esperienze di medici in famiglia, la mia scelta è stata un po’ occasionale e confesso che – almeno per i primi sei anni (quelli che avrei dovuto impiegare per terminare il mio cursus studiorum) – le mie prestazioni non furono brillanti con una media di un esame all’anno. A quel punto capii – o mi fecero capire – che era meglio darsi una mossa ed ebbi la fortuna di incontrare il mio allora amico, ora amico e collega Alberto Tricerri. Lo studio in società – dopo aver lasciato una promettente carriera di comparsa al Teatro Regio – divenne sempre più coinvolgente e ci consentì di terminare a distanza di due anni. E neanche male perché nel tardo pomeriggio del 13 novembre 1981 mi laureavo con 110/110 lode. Nel frattempo – pur non vedendomi proiettato come medico ospedaliero – per obbligo istituzionale più che per reale vocazione durante gli ultimi due anni di università avevo preso a frequentare l’ospedale – il Maria Vittoria prima, il Mauriziano poi. Colpito dal buon risultato ottenuto alla Laurea, il Prof Cugudda – l’allora Primario della Medicina Interna del Mauriziano – prese a ben volere quel ragazzo – io – che vagava per le corsie della Medicina I e mi ha insegnato parecchie cose. Nel contempo, mio zio Isidoro – classe 1908 storico infermiere delle Molinette – si accorgeva che la sua prostata perdeva colpi. Ai tempi – correva l’anno 1982 – essere operati di prostata significava essere ricoverati una settimana prima e due settimane dopo l’intervento. Queste settimane hanno rappresentato per mio zio Isidoro – ormai in pensione – l’occasione per ricalarsi nel suo mondo e credo che non ci sia stato reparto o laboratorio delle Molinette, che non abbia visitato. Forte di quell’esperienza mi chiamò dicendomi “ A l’ai vist che al Prufesur Verme a l’è trasferise dal Maurisian a le Mulinette, a l’à an bel repart e a l’à anche al laburatori. At piasria nen andè da chiel?”. A me – ancora confuso circa il mio futuro – la Gastroenterologia non dispiaceva, così mio zio Isidoro – dopo un primo appuntamento andato a buca in Ospedale – fissò un colloquio alla Clinica Pinna Pintor e mi presentò al Prof. Giorgio Verme. E quasi senza rendermene conto mi trovai all’interno di quello che era allora il più importante gruppo gastroenterologico in Italia e, senza tema di smentita, uno dei più importanti a livello europeo e mondiale. Del gruppo facevano parte gli allora dottori – oggi Professori Ordinari – Mario Rizzetto e Ferruccio Bonino, entrambi scienziati di fama mondiale. Il Prof. Mario Rizzetto è stato lo scopritore del virus dell’epatite Delta, che gli è valsa la candidatura al premio Nobel per la Medicina e il premio King Feisal – l’equivalente del Nobel dei Paesi Arabi. Il Prof Ferruccio Bonino ha successivamente identificato una variante del virus dell’epatite B, responsabile della maggior parte delle epatiti croniche B nell’area mediterranea. Questi tre personaggi, insieme a zio Isidoro, che mi ha dato l’occasione di conoscerli, sono il fulcro della mia carriera fortunata. Io avuto il privilegio di crescere e formarmi fra colleghi di profilo straordinariamente elevato, dove, se non eri proprio gnugnu o troppo presuntuoso potevi arricchirti in modo formidabile. Il Prof. Giorgio Verme, cui devo la maggior parte dei mei successi professionali, mi ha insegnato la clinica e l’atteggiamento investigativo applicato alla clinica, così come l’organizzazione del lavoro che si riflette in ogni atto della mia pratica quotidiana. Il Prof. Mario Rizzetto mi ha insegnato come si fa ricerca Il Prof. Ferruccio Bonino mi ha trasmesso la sua capacità di intuizione e anch’esso la metodologia della ricerca. Il 3 luglio 1986 terminavo – a pieni voti – la scuola di specialità. Durante gli ultimi sei mesi di scuola di specialità ho avuto il privilegio di frequentare come Visiting Scientisti il Laboratorio del Department of Microbiology – Division of Molecular Virology and Immunology– Georgetown University – Maryland – US diretto dal Prof. John Gerin. Ritengo, peraltro, che l’esperienza di laboratorio sia fondamentale nella formazione di un medico, perché ti insegna ad applicare un ragionamento stretto e successivamente ad esportarlo anche nel contesto clinico dove gli elementi di confusione possono essere molteplici. Ritornato da Washington a metà del 1987 – sono stato uno dei pochi fortunati ricercatori Italiani ad essere richiamato in Italia perché mi era stato assegnato un posto in organico – ho iniziato ufficialmente la mia carriera di gastroenterologo strutturato. Durante il periodo trascorso alle Molinette mi sono occupato prima di Epatite Cronica Delta, quindi di Epatite Cronica C ed assieme ad altri colleghi abbiamo creato un ambulatorio dedicato alle Malattie di Fegato Autoimmuni e Immunomediate come Colangite Biliare Primitiva, Epatite Autoimmune e Colangite Sclerosante Primitiva, cui – grazie all’autorevolezza dei miei padrini – afferivano pazienti da tutta Italia. Sulla scia di questa attività abbiamo iniziato un stretto rapporto di collaborazione con il Prof. Eric Gershwin Direttore del Rheumatoly Department presso la University of California at Davis. Sempre nello stesso periodo ho iniziato una collaborazione in qualità di consulente scientifico presso l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di Castellana Grotte (BA). Il 1997 è stato un anno di grandi cambiamenti, il Dott. Lorenzo Bonardi – allora primario di Gastroenterologia dell’Ospedale Gradenigo di Torino – mi chiede di suggerirgli il nome di collega per organizzare l’area epatologica della sua divisione. Dopo averci pensato non poco, mi sono offerto io e il 1 luglio 1997 mi sono trasferito all’Ospedale Gradenigo come aiuto del Dott. Bonardi. Pur essendo io di estrazione epatologica, all’amico Dott. Lorenzo Bonardi devo veramente molto, perché è stato lui ad insegnarmi – per davvero – l’endoscopia in tutto il suo fascino e la sua complessità. E a lui come a tutti gli altri qui evidenziati, va il mio ringraziamento. Nel 2000 il Dott. Bonardi decide di intraprendere la carriera politica e io lo sostituisco alla Direzione della Divisione di Gastroenterologia. Di lì in avanti ho navigato da solo e sono stati anni ricchi di soddisfazione con Direttori Generali – il Prof. Carlo Manacorda, Suor Maria Laura Lampis, Suor Raffaella Trapani, il Dott. Giuseppe Beccaria, che mi hanno lasciato ampio spazio, dandomi modo di realizzare – accanto alla usuale attività assistenziale – un laboratorio di biologia molecolare in cui abbiamo – nel nostro piccolo – condotto numerosi studi traslazionali. Nel 2005 grandissimo acquisto: con una borsa di studio della Regione Piemonte per la ricerca finalizzata arriva la Sig.ra Sara Ghignone. Con lei è iniziato un sodalizio, che dura ancora oggi e che ci ha consentito di realizzare – oltre a molte altre iniziative – un modello prototipale di Day Service e nel 2013 il Corso della Società Italiana di Gastroenterologia a Torino. Nell’aprile del 2015 si conclude il mio rapporto di lavoro con il Gradenigo. Nella seconda metà del 2015 con Sara Ghignone e mio figlio Andrea acquisisco un poliambulatorio a Torino e diamo il via al Progetto Medical Team. Parlo di Progetto perché il Medical Team non è un semplice Poliambulatorio, ma un luogo di raccolta di Professionalità Mediche selezionate in base a criteri di altissima competenza professionale e specchiata onesta. Nel Medical Team i medici, oltre a lavorare individualmente nel contesto delle loro specialità, lavorano appunto in “team” per la realizzazione di percorsi di prevenzione (Prevenzione Cardio-Circolatoria, Metabolica, Epatologica, Cutanea etc) e alla risoluzione di problemi clinici complessi – Dolore Cronico, Sindrome Metabolica, Endometriosi per citarne alcuni. Il Medical Team ha iniziato la propria attività a dicembre del 2015 e ad oggi – 25 febbraio 2016 – annovera oltre 50 medici. L’augurio che faccio a me stesso ed ai miei collaboratori è che la crescita continui, e che il modello – mantenendo intatte le peculiarità di professionalità ed onesta – possa rappresentare – per i pazienti – un utile strumento per la risoluzione dei loro problemi e – per chi paziente non è – uno strumento per evitare di diventarlo.

SPECIALIZZAZIONI:

Gastroenterologia e Epatologia

PATOLOGIE TRATTATE:

Dispepsia
Epatite virale
Tumore dello stomaco
Diarrea
Allergia alimentare
Allergia
Celiachia
Sindrome dell’intestino irritabile
Ernia iatale
Infezione
Dolore
Dolore addominale
Malattia di crohn
Immunodeficienza
Malattia autoimmune
Bulimia
Colon irritabile
Reflusso gastroesofageo (esofagite)
Tumore del pancreas
Gastrite
Varici esofagee
Emorroidi
Tossicodipendenza
Malattie infiammatorie croniche intestinali
Tumore del colon
Tumore del fegato
Morbo di Crohn
Ulcera peptica
Torsione dello stomaco
Diverticoli esofagei
Meteorismo
Diverticolosi
Malattie dell’Apparato Digerente
Epatiti autoimmuni